NUTRIRE CON/TATTO

NUTRIRE CON/TATTO

2008,  performance interattiva- foto – video, Oxidiana, Catania, curatore Vitaldo Conte

La CibAzione come comunicazione interattiva nell’evento performativo “Nutrire contatto” di Tiziana Contino Nel mio recente testo SottoMissione d'Amore citavo il pensiero del catanese Gino Raya che ha elevato "la fame" a energia, a naturale pulsione di esistenza, erotismo e creatività: "Per capire l'arte bisogna partire dal corpo. Nel corpo umano in quanto più evoluto degli altri animali, si deve poter trovare la radice tanto del sadismo quanto dell'arte.". Nell'evento della catanese Tiziana Contino ritrovo creativamente questa estensione che si dilata per una conoscenza epidermica e comunicazione fuori-limite. Il "Nutrire Contatto" è compiuto per ricercare un sentire naturale e primordiale, scandito dall'imprevedibilità di una cena-performance con i suoi 'imboccamenti': i movimenti del Butoh, la danza delle Tenebre, la mixano (dentro e fuori). La CibAzione diviene una frontieramaschera per gli accadimenti e i rituali dell'ultima arte corporale. Il sadismo può rappresentare la molla dell'esistenza e del rapporto ritmico con l'arte, soprattutto quello espresso dalla danza, in questa dinamica genitrice di tutte le arti. Il primo legame fra arte, gioco e sadismo, consiste nell'espansione del ritmo-pasto: il suo senso può scendere nella direzione più semplicistica e divorante, ma può protendersi verso vette sempre più elevate. L'evento del corpo come arte e comunicazione con l'altro vuole divenire cena e danza antropofagica: il suo banchetto celebra la propria danza-opera che l'artista concerta con movenze, pause e lingue sempre più "armoniche". L'apollineo e il dionisiaco s'incontrano in una trance di conoscenza che il bianco "armonizza" per farli vivere nell'imprevedibilità dell'Evento-Live con i suoi 'disegni' rossi. Le segnaletiche bianche con cui Tiziana avvolge il suo corpo e i suoi ospiti-testimoni scandiscono i ritmi del cibo come discorso vibrazionale, mai duplicabile, che è personalizzato attraverso il suo sguardo-contatto intimo. L'Autore e l'Altro "prescelto" entrano in una visibilità di corporeità apparente: la White Size nasconde l'oscuro eccitante incontro con il mondo dell'altro, come in una Dark Room del desiderio, per incontrarsi nell'assenza/presenza. Questa performance interattiva trova le sue motivazioni interiori e tortuose in una Cena che ha lo svolgimento e l'armonia nei labirinti analogici di una mistica di Arte-Esistenza: il corpo dell'Autore si offre come pasto e 'imboccamento' dell'Altro che, a sua volta, può divenire lo specchio di un Altro Autore.

 

                                                             testo critico di Vitaldo Conte